Il Percorso - andreaferrariphotography

Il Percorso

Il Percorso racconta attraverso un oggetto il percorso di vita di una persona.

Il percorso (1) - Il ritrovamento - L’adozione

Il ritrovamento L’adozione - Quanto ho desiderato essere ritrovato… l’emozione mi ha pervaso il momento.

Nella prima immagine vi è l'oggetto che è stato abbandonato, dimenticato, su una panchina ed è chiuso, compatto, per imitare la rappresentazione di un bambino di pochi mesi. Il fuoco è nettamente sulla maniglia per indicare che l'oggetto vuole essere ritrovato e il bambino vuole essere preso per mano da una nuova famiglia.

Il percorso (2) - La gioia - La crescita

La gioia La crescita - La spensieratezza e l’innocenza mi afferrano e mi fanno danzare.

Nella seconda immagine vi è raffigurato l'oggetto nel suo utilizzo con la contentezza danzante di chi l'ha ritrovato, la contentezza danzante della famiglia rappresentata dalla mano e la contentezza danzante del bambino rappresentato dall’oggetto, ha tutta una vita davanti ed è felice di avere una famiglia e una società che lo accompagnerà nel suo percorso della vita. La scena è colorata per rappresentare la gioia ma vi è un elemento di divisione che è una colonna sulla destra qui rappresentata di colore blu e che sarà presente anche nelle immagini seguenti che sta ad indicare una sorta di divisione, incomunicabilità, tra il soggetto e la società oltre la colonna ma che ancora qui non conosce perché è felice dato che ha tutta la vita davanti.

Il percorso (3) - Lo sfruttamento

Lo sfruttamento - Zuppo delle mie lacrime, l’insoddisfazione mi devasta.

Nella terza immagine si vede che l'oggetto è sfruttato, il vento, la pioggia, (lacrime di pioggia) ed il soggetto, ormai adulto ed in età lavorativa, si sente sfruttato dalla società con una vita che sta spendendo per altri e di questo ne è insoddisfatto (zuppo delle mie lacrime). Vediamo sempre presente una colonna sulla destra indicante la divisione che si farà più netta nell'immagine seguente.

Il percorso (4) - L’inutilità - L’abbandono

L’inutilità L’abbandono - La vita a servizio, ed ora… la solitudine, la preoccupazione mi assale.

Nella quarta immagine l'oggetto è stato completamente sfruttato ed essendo malandato è stato gettato, il soggetto orami anziano non è più utile alla società che lo abbandona, si sente solo e di questo ne è preoccupato. Vediamo sulla destra sempre la colonna di divisione e in questa immagine la divisione è netta con la società, rappresentata dalla mano, che è dall'altra parte della colonna quindi il soggetto non ha più nessun legame con il mondo esterno al contrario delle immagini precedenti in cui, pur in varie situazioni, aveva ancora un legame.

Il percorso (5) - La distruzione - La morte

La distruzione La morte - Odo una moltitudine di passi intorno a me… ma non vi è nessuno, un ricordo. Mi raggiunge la liberazione e l’anima volerà via.

Nella quinta immagine l'oggetto ormai distrutto è stato raccolto per essere buttato via, in riguardo al soggetto, ormai anziano e morente, qualcuno ha avuto pietà e gli ha fornito una sistemazione, pur disonorevole, per passare gli ultimissimi attimi della sua vita. La persona ripercorre la sua vita ricordando il percorso fatto (odo una moltitudine di passi) ma appunto è solo un ricordo e non ha più nessun legame con questa vita e questa società ed infatti è contento di esserne ormai liberato.

Tutte le scene sono ritratte contro un muro per rendere più claustrofobica l'immagine e per non avere altri elementi che non andrebbero ad aggiungere nulla al racconto, inoltre questo sottolinea una certa separazione del soggetto dalla società, una certa chiusura in se stesso. Oltre ai richiami già elencati delle tre immagini centrali, ad esempio quello della colonna o quello della mano della famiglia e della società, vi è un altro richiamo che interessa l'immagine iniziale e finale che è rappresentato dal metallo della panchina costruita e utile della prima immagine al metallo rottamato dell'ultima immagine, come se anche questo metallo avesse un inizio e una fine. Inoltre nell'immagine iniziale si vede che la storia inizia partendo da un vuoto a sinistra in cui non è rappresentato nulla per poi aprirsi con gli oggetti a destra come per rappresentare l'inizio di una storia e nell'ultima immagine la storia prosegue da sinistra con gli oggetti rappresentati e finisce sulla destra in cui non vi è nulla per rappresentare il concludersi della storia. Per ultimo posso indicare che la prima immagine ha toni più caldi e l'ultima ha toni più freddi, questo per rappresentare l'inizio della giornata e la fine della giornata quindi l'inizio e la fine della vita. Infine visionando tutte le immagini assieme, si nota l’andamento della posizione spaziale dell’oggetto che ha una curva partendo dalla posizione mediana della prima immagine poi a salire e poi a ridiscendere fino in basso e di nuovo a salire nell’ultima immagine. Questo sottolinea la soddisfazione della persona, rappresentata dall’oggetto, dalla prima immagine con l’oggetto in una posizione mediana data dalla vita del soggetto che ha ancora davanti ma anche dal fatto che non ha ancora una famiglia, per poi salire all'estremo alto per la contentezza della vita e della famiglia, scendere per l’insoddisfazione dello sfruttamento, scendere fino all’estremo basso per la preoccupazione della solitudine ed infine nell’ultima immagine risalire perché, pur morente, è felice di essere liberato da questa vita e da questa società che non lo ha compreso.

Il Percorso storytelling copyright © 2016 Andrea Ferrari

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Il percorso (1) - Il ritrovamento - L’adozione

Il percorso (1) - Il ritrovamento - L’adozione

Quanto ho desiderato essere ritrovato… l’emozione mi ha pervaso il momento.

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